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COMUNE DI CREMONA

 

   

CENTRO STUDI EUROPEO

 
   

ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA

 

GIORNATA MAZZINIANA

Sala Puerari del Museo Civico di Cremona  Via Ugolani Dati, 4

 Momento di testimonianza nel bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini

e a 20 anni dalla scomparsa di Giuseppe Tramarollo, educatore europeo e vero mazziniano del XX secolo.

 

Intervento di MARCO PEZZONI

 (Rappresentante del Movimento Federalista Europeo di Cremona)

A questa importante "Giornata Mazziniana" porto il saluto della sezione cremonese del M.F.E.

Trovo di grande attualità  riflettere sui temi del federalismo, della democrazia, dell'unità politica dell'Europa  nel bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini.

Ha fatto bene il prof. Bisicchia a collegare in questo Convegno la figura di Mazzini a quella di uno dei suoi più grandi e rigorosi interpreti e conoscitori, Giuseppe Tramarollo.

Le pagine antologiche di Tramarollo, raccolte in un volumetto pubblicato in questi mesi come supplemento di "Evoluzione europea", raccolgono articoli di grande interesse. Addirittura c'è un piccolo  saggio del 1970  intitolato " Federalismo e regionalismo nel Risorgimento " che consiglierei vivamente venisse letto dai sostenitori della Devolution e dagli improvvisati estensori in Parlamento della modifica della seconda parte della Costituzione italiana.

Anch'io considero sbagliato contrapporre Mazzini a Carlo Cattaneo, almeno per quanto riguarda l' assetto istituzionale dell'Europa che ambedue vogliono di tipo federale: Cattaneo è il primo nel 1848 a coniare il termine "Stati Uniti d'Europa", insieme a Hugo.

Mazzini, sempre nel 1848, parla dell'Europa futura come di "UNA LIBERA FEDERAZIONE DI NUOVE NAZIONI", bellissima espressione valida ancora oggi che siamo alle prese in tutti i paesi dell'Unione Europea con il problema della approvazione del Trattato che istituisce la Costituzione Europea.

Proprio di questo abbiamo parlato a Forlì al recente Congresso del Movimento Federalista Europeo, al quale abbiamo partecipato io e il prof. Bisicchia in qualità di delegati.

Sono contento della conclusione unitaria del Congresso, almeno sul punto dell'opportunità che la Costituzione Europea, pur con tanti limiti, non venga bocciata nei vari referendum che si terranno prossimamente in diversi Paesi  europei, Francia in testa.

Vincere oggi  la sfida della globalizzazione significa non rinchiuderci nel recinto dei  vecchi nazionalismi ma ,al contrario, articolare la sovranità che appartiene  al popolo( non allo Stato) in più livelli istituzionali: locale, nazionale, sovranazionale.

Ha ragione il vicepresidente dell'AMI, Lorenzo Brunetti, a sottolineare come per Mazzini lo Stato Nazionale è una tappa nel cammino dei popoli.   Una tappa fondamentale e indispensabile per permettere l'emancipazione e la liberazione dei popoli ma, una volta raggiunta pienamente la nuova identità, le nuove Nazioni possono associarsi tra loro, stringere patti, dar vita a forme più alte di umanità. 

Dunque se i popoli europei si associano, se nasce una più forte Unità politica dell'Europa, non c'è perdita o cessione di sovranità, ma trasferimento e condivisione di quote di sovranità a livelli più alti, per un vero e proprio Governo europeo.

Il 15 aprile prossimo sarò a Berna per partecipare ad una iniziativa in ricordo dell' anniversario della fondazione nel 1834 della GIOVINE EUROPA da parte di Giuseppe Mazzini, esule in Svizzera.

E' una data  importante, perché  segna l'inizio dell'europeismo popolare. I firmatari di quel Patto di Fratellanza furono 17:  7 per la Giovine Italia, 5 per la Giovine Germania, 5 per la Giovine Polonia.

Successivamente aderirono altri gruppi nazionali. Nel Documento fondativo Mazzini inserisce una novità di non poco rilievo: tra i principi ispiratori fondamentali, accanto a libertà ed uguaglianza, preferisce il termine umanità a quello di fraternità, perché lo ritiene meno individualisico e più capace di ispirare  un'etica di portata universale.

Ancora oggi  l'ONU non ha risolto il problema del diritto dei popoli all'autodeterminazione e il problema della rappresentanza dei popoli e delle minoranze prive di un proprio Stato. Tra le idee più coraggiose nella discussione aperta sulla riforma dell'ONU c'è quella dei federalisti di un Parlamento mondiale, dove possano sedere non solo rappresentanti dei diversi Stati ma anche esponenti di minoranze etniche, linguistiche, religiose. Anche loro fanno parte di quell'umanità di cui parlava profeticamente Mazzini.

 CREMONA - Sabato 19 MARZO 2005

Marco Pezzoni

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